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Festival Pensieri e Parole. Libri e film all'Asinara

Qui, nell’isola dei sardi, ogni andare è un ritornare.
Carlo Levi

Sabato 5 settembre Franco Maresco presenta a Sassari “Belluscone, una storia siciliana“, vincitore del David di Donatello per il miglior documentario e del premio Orizzonti al festival di Venezia.

Sassariestate, via Monte Grappa 2, ore 21.30, euro 5.

Nella primavera scorsa avevamo avviato diverse iniziative (v.programma), la cui comunicazione cominciava così:

Eccoci. Siamo ancora qui. Proviamo a ritornare dopo un anno difficile per tutti gli operatori della cultura cinematografica in Sardegna. Anche per  noi e i compagni  delle “Isole del cinema”, unici ad aver ottenuto riconoscimenti come “festival di approfondimento culturale” dal Ministero delle Attività Culturali e dalla Comunità Europea.  Non è facile tener fede all’idea – un po’ alla Fitzcarraldo – di portare film e libri su un’isola particolarissima, che ha contribuito a mostrare l’Asinara a artisti e spettatori. A far vivere un luogo denso di suggestioni e memorie come ambiente ideale per conversare di storie. Continuiamo a provarci iniziando con un’anteprima a Sassari.

Mercoledì 25 marzo al cinema Moderno, in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale, organizziamo una Maratona Grande Guerra con tre pellicole che hanno fatto la storia del cinema: La grande guerra di Mario Monicelli, Uomini contro di Francesco Rosi e Orizzonti di gloria di Stanley Kubrick. Tre film che hanno contribuito in modo determinante a sottrarre l’inutile strage alla retorica dell’eroe e, per quanto riguarda l’Italia, alla mitologia della quarta guerra d’indipendenza. Un’occasione che riteniamo utile e doverosa per almeno due motivi. Il primo è che ancora oggi servono antidoti contro un discorso pubblico sull’anniversario che rischia di limitarsi alla glorificazione delle gesta militari. Il secondo è che la nostra Asinara è stata sede dell’unica “scheggia” del conflitto sul territorio sardo, quello che l’«Avanti!» del 28 settembre 1919 descrisse come «l’episodio più triste e pietoso della guerra europea». Ancora poco nota ai più, la vicenda si svolse sull’isola dell’Asinara e pare anticipare le pagine più tragiche del Novecento.

L’esercito serbo – sconfitto nell’autunno 1915 da quello austro-ungarico, tedesco e bulgaro – si ritirò verso sud, verso i porti albanesi controllati dagli alleati italiani. Forse 400 mila tra soldati e profughi serbi marciarono così per settimane, tra sentieri di montagna, gelo, fame e malattie. Con loro circa 40 mila prigionieri austro-ungarici che i serbi in fuga trascinarono con sé, e dei quali quasi la metà non raggiunse le sponde dell’Adriatico. I superstiti (serbo-croati, boemi, ungheresi, austriaci, rumeni, polacchi, ruteni, slovacchi, russi, bulgari, turchi, greci, tirolesi e dalmati) furono deportati nell’isola dell’Asinara: in un mese – tra dicembre 1915 e gennaio 1916 – ne arrivarono circa 22 mila, mentre l’isola era attrezzata per poco più di mille. Il “soggiorno” durò sei mesi. Circa 5 mila morirono per varie malattie o conseguenze di ferite precedenti l’arrivo. Oltre 16 mila a luglio vennero imbarcati per essere portati in Francia. L’Ossario, attualmente visitabile nei pressi di cala Reale e realizzato nel 1936 con il Governo Austriaco, conserva i resti delle vittime, esumati dai diversi cimiteri.

Nel luglio dello scorso anno abbiamo organizzato con il Conservatorio di Musica “Canepa” di Sassari il concerto Uccidersi senza conoscersi, un omaggio ai profughi e ai prigionieri di cento anni fa all’Asinara. Ora, in occasione della Maratona Grande Guerra, nell’atrio del Cinema Moderno sarà allestita dal 23 al 29 marzo la mostra “Asinara. Prigionieri e profughi della prima guerra mondiale”. Il festival “Pensieri e Parole” e la “Moderno srl” ringraziano gli autori Assunta Trova e Giuseppe Zichi, la Edes Editore, il Dipartimento di Scienze Politiche, Scienze della Comunicazione e Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Sassari, l’Archivio Centrale dello Stato e l’Ufficio Comunicazione Uniss per aver gentilmente concesso l’allestimento della mostra. Si ringrazia inoltre l’Associazione Storica Sassarese per aver concesso le teche espositive.

Vi aspettiamo.